Lampedusa: tutti sotto lo stesso cielo!
di nicolacosta il 8 aprile 2009 alle 23:32:23
Lampedusa oltre a essere un’isola meravigliosa, ricca di bellezze naturali, è anche terra di frontiera e di accoglienza verso i numerosi migranti che arrivano sulle nostre coste. Vent’anni fa, al tempo dei primi sbarchi, erano gli stessi abitanti dell’isola ad ospitare, dare da mangiare e da vestire a questi nostri fratelli! A confermare l’integrazione con questa gente c’è stata una giornata molto importante svoltasi il 6 Aprile con i ragazzi della Scuola Media Luigi Pirandello. L’ incontro che fa parte di un progetto che si chiama “Uomo-Azioni per la difesa dei diritti umani” promosso dall’Associazione ONLUS Alternativa giovani (della quale poi io faccio parte) è finanziato dal Ministero delle politiche sociali, in collaborazione con Amnesty International e l’Istituto Pirandello. Gli studenti hanno avuto la possibilità di incontrare, conoscere e confrontarsi con due migranti ospiti del centro d’accoglienza di Lampedusa e un ex migrante che vive sull’isola da circa 2 anni: Zaira, Mohammed e Daniew.
Zaira, marocchina, arrivata in Italia con un matrimonio alle spalle all’età di 16 anni è scappata dal proprio paese dopo anni di maltrattamenti da parte del marito. Mohammed, eritreo è fuggito anche lui dalla sua terra ma questa volta a causa della guerra tra Eritrea ed Etiopia con la speranza di poter trovare in Italia una vita e un futuro migliore. Entrambe hanno raccontato la propria esperienza di vita e le tante sofferenze che hanno dovuto passare per arrivare nel nostro paese. Con loro c’era anche Daniew,un ex migrante, anche lui eritreo, sbarcato a Lampedusa circa 4 anni fa, e che dopo tante peripezie è riuscito ad ottenere l’asilo politico e ritornare in quella che lui chiama la sua “Lambadusa”. Ora vive e lavora regolarmente sull’isola.
Tante sono state le domande che i ragazzi hanno rivolto ai migranti, quasi tutte dettate dalla loro curiosità! E’ stato molto emozionante vedere pian piano sciogliersi la tensione iniziale e instaurarsi un dialogo affettuoso fra migranti e studenti.
Anche io ho avuto modo di parlare con loro, soprattutto con Zaira nei cui occhi ho potuto notare sentimenti contrastanti, la gioia che provava in quel momento ma contemporaneamente la sofferenza al ricordo del suo viaggio. Quando, parlando con Daniew, l’ho chiamato “Lampedusano” lui ha risposto dicendo che si sentiva ben accolto dal popolo di Lampedusa, un popolo fatto di persone semplici e ricche di umanità! L’incontro si è poi concluso con un abbraccio collettivo e tanta commozione e sicuramente quello è stato il momento più bello in assoluto a testimonianza che nonostante la diversità di pelle, di lingua, di cultura e religione siamo tutti figli dello stesso padre e viviamo tutti sotto lo stesso cielo!












io so per certo che i giovani lampedusani riporteranno Lampedusa a splendere della luce intrinseca di cui è capace, indipendentemente da chi vuole offuscarne la bellezza!
Questa si che è espressione di vera solidarietà.
…E continueremo ancora ad esprimere la nostra solidarietà verso i nostri fratelli migranti!