Benvenuti nell’urban blog di Lampedusa:intervista a Veronica D’Agostino
di Giovanna Billeci il 6 aprile 2009 alle 0:00:56
Comincio l’avventura di Bloggalo piena d’entusiasmo.
Sarà l’amore per la mia isola, sarà la mia passione per scrivere, sarà forse anche un po’ l’essere stata contagiata dall’entusiasmo degli ideatori di questo progetto, Chiara e Walter.
Scrivo da un’isola, Lampedusa, che in questi giorni è stata su tutti i media per le vicende che la rendono protagonista di un esodo, quelle vicende che ne fanno luogo e mezzo di salvezza per milioni di disperati, vicende però, a mio modesto parere, trattate con incompetenza da chi se ne dovrebbe invece occupare con coscienza e che dovrebbero attirare l’attenzione mondiale.
Vicende soprattutto, che non dovrebbero permettere di oscurare la realtà di un popolo, quello Lampedusano, spesso abbandonato a se stesso.
Ma per il momento non voglio dilungarmi con questo argomento. Mi preme parlarvi di cose belle, cose di cui ci sentiamo orgogliosi.
Voglio parlarvi per esempio di una Lampedusana che pur essendo all’inizio della sua carriera di attrice tiene alto il nome della nostra isola: Veronica D’agostino, 23 anni, protagonista del Film, La siciliana Ribelle, opera prima del regista palermitano Marco Amenta. (Coproduzione Italo -francese)
L’ho incontrata ieri mattina nella sua radiosa semplicità. I suoi occhi chiari esprimono vivacità, allegria, ed entrando nel cuore dell’intervista le mie aspettative non vengono disattese. E’ giovane, solare e con tanta voglia di fare. Abbiamo preso un cappuccino insieme e più che un’intervista è stata una chiacchierata tra amiche.
Nel film lei è Rita, la ragazza che appena diciassettenne denunciò gli assassini del padre e del fratello, morti nella guerra di mafia, consegnando i suoi diari a Paolo Borsellino.
La nostra chiacchierata è interessante non tanto, o meglio, non solo per il film ma perché nel film la vita di Rita e la carriera di Veronica a volte si intrecciano, a volte viaggiano parallelamente pur non incontrandosi mai.
In cosa ti assomiglia Rita?
“Caratterialmente siamo simili -dice Veronica- ma per addentrarmi nella parte in cui Rita non poteva vedere nessuno e viveva come una reclusa, sotto scorta, sono stata un mese da sola chiusa in casa, fra l’altro in un ambiente e in un paese (nelle vicinanze di Palermo) non mio.”
Rita ha trovato in Paolo Borsellino la figura di un padre, quella figura di padre di cui tu avevi anche interpretato la figlia minore nel film per la televisione “Paolo Borsellino”.
Quella parte è stata come di preparazione alla Siciliana ribelle. Mi ha permesso di capire il personaggio Paolo Borsellino, di sviluppare una mia idea nei confronti di quella assurda, crudele, organizzazione che è la Mafia.
Quella Mafia che tu avevi già guardato con gli occhi della figlia di Borsellino, e che come hai già detto in un’intervista “ha perso, perde sempre, anche quando si può pensare il contrario”.
Come sei cambiata rispetto a prima di questa esperienza?
La crescita di Veronica-Rita è avvenuta giorno dopo giorno; ogni mattina prima di cominciare a girare, dovevo studiare Rita, capire come, crescendo, la sua mentalità cambiava, come il suo desiderio di vendetta si trasformava in voglia di giustizia”
E nel frattempo cresceva anche Veronica, cresceva la ragazzina che in Respiro, film di Crialese interamente girato a Lampedusa. Il regista l’aveva scelta proprio per la sua spontaneità.
Quando le chiedo dei suoi progetti per il futuro, mi dice semplicemente che aprirà un ristorante a Lampedusa con la sorella e il fidanzato. L’esperienza in questo campo se l’è fatta lavorando in un ristorante a Londra dove è stata un anno e mezzo per imparare l’inglese .
Nessun grillo per la testa, nessuna vip-mania, continua a parlarmi del suo lavoro nella città inglese, degli amici conosciuti, della sua voglia di tornarci presto. Ma quando parliamo dei suoi colleghi sul set i suoi occhi diventano ancora più luminosi
Qual è l’attore e quale il personaggio del film a cui sei rimasta più legata?
Con Gérard Jugnot (nei panni di Paolo Borsellino) si è instaurato un bellissimo rapporto di amicizia ed è ovvio che in me il personaggio Borsellino suscita una grande ammirazione, ma anche con Lucia Sardo, l’attrice che ha interpretato la mamma di Rita.
Solitamente noi isolani siamo legati al “nostro scoglio “, come lo chiamiamo noi, e anche se ce ne allontaniamo facciamo di tutto per ritornare.
Cosa ti manca di Lampedusa quando non sei qui, quando sei in giro per promuovere i film o per girare?
“Il mare, la tranquillità, l’aria, l’isolamento… le stesse cose che quando sono qui mi sembrano eccessive, mi soffocano”
Parole che spesso rappresentano i sentimenti di molti giovani lampedusani, penso.
E Lampedusa ha voluto premiarla. Per il suo lavoro di attrice, perché siamo orgogliosi di lei, perché si sente normale ma è una ragazza davvero speciale.
Il premio è una piccola scultura su pietra che rappresenta la nostra isola, un pezzo del nostro scoglio che la faccia sempre sentire legata alla nostra terra.
E’ un premio semplice che rappresenta l’amore di un popolo per una ragazza speciale che in fondo vuole sentirsi normale
“Veronica ha un broncio e un’energia innata che in Francia la farebbero subito diventare una star… …dimostra ne ‘La siciliana ribelle’, di avere un talento, una grinta e una presenza da grande attrice. Speriamo non ce la rovinino “
(Alberto Crespi, ‘L’Unità’, 27 febbraio 2009)
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In bocca al lupo per l’UB di Lampedusa… e complimenti per l’intervista!
grande Giovanna!!!! ottimo esordio!!! in bocca al lupo!!!!!!
In bocca al lupo anche da parte mia
Auguri Giovanna!
A causa di “forza maggiore” non ho potuto assistere alla nascita in diretta…
grazie ragazzi! e crepi il lupo!
Da siciliana posso dire di essere veramente orgogliosa della bravura di Veronica.In tutti i film che ha girato(che per altro ho visto) mostra un coinvolgimento che ne anche ti rendi conto che sta recitando.Spero che faccia molta strada nel mondo del cinema.